Il Brunello di Montalcino: uno dei più famosi vini italiani

Apriamo oggi la nostra rubrica di approfondimento sui vini italiani iniziando da uno dei più famosi nel mondo: il Brunello.

 

Il Brunello di Montalcino DOCG è un famoso vino italiano a base di uve Sangiovese, un vitigno storico di notevole valore economico utilizzato per la produzione di alcuni vini iconici, tra questi spicca proprio il Brunello, che può essere considerato, insieme al suo cugino piemontese Nebbiolo, uno dei fiori all’occhiello dell’enologia italiana. Oggi 250 aziende vinicole producono quasi 7 milioni di bottiglie all’anno di Brunello a partire da 2100 ettari, con un fatturato di circa 140 milioni di euro.

I vini Brunello di Montalcino hanno una genesi non così lontana a noi; già dal Duecento si parla spesso negli scritti dell’epoca della presenza di ampi vigneti terrazzati nel territorio, esempio di come questa terra sia sempre stata utilizzata per la produzione di ottimi vini. In realtàall’epoca,  la vera formula del Brunello non era ancora conosciuta, mentre grande importanza nella zona veniva assunta da un altro ottimo vino come il Moscadello di Montalcino.

 

 

 

Fu nella seconda metà dell’Ottocento che un farmacista locale, Ferruccio Biondi Santi, iniziò la sperimentazione di un vino rosso scelto che aveva delle precise caratteristiche di produzione, invecchiamento, imbottigliamento e di selezione dei vitigni (con l’utilizzo esclusivo di uve 100% Sangiovese, a cui venne dato il nome di Brunello). Inizialmente prodotto in quantità molto limitate e da poche famiglie della zona, come per l’appunto i Biondi Santi e anche i Padelletti, il Brunello ha conosciuto la sua fama durante la seconda metà del ‘900, ottenendo prima la Denominazione di origine controllata DOC nel 1966 e successivamente la Denominazione di origine controllata e garantita nel 1980.

 

Secondo il disciplinare della DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita) i vini Brunello di Montalcino devono essere prodotti esclusivamente con l’utilizzo di uve Sangiovese della zona di produzione di Montalcino e possono essere immessi sul mercato solo nel quinto anno dal raccolto,dopo un invecchiamento minimo di due anni in botti di rovere(http://www.consorziobrunellodimontalcino.it).

 

Il Brunello di Montalcino resta forse l’esempio più importante di quanto la zona della Val d’Orcia riesca ad offrire dal punto di vista enologico, un buon Brunello infatti non può essere realizzato dove si preferisce; esistono delle regole precise riportate nei disciplinari, che stabiliscono dei limiti geografici di produzione ben precisi, coincidenti con il confine storico del Comune di Montalcino (questo vale non solo per il Brunello, ma anche per gli altri vini della zona come il Rosso di Montalcino, il Moscadello ed il Sant’Antimo).

Non è tutto, in quanto esistono anche altre norme che devono essere rigorosamente rispettate per far si che questo vino possa fregiarsi del nome di Brunello di Montalcino. La resa massima dell’uva, ad esempio,è stimata in circa 80 quintali per ettaro. L’affinamento in botti di legno è una pratica essenziale e avviene generalmente per periodi di 24 mesi, che talvolta possono arrivare fino a 60. Questo significa che la vendemmia 2019 potrà essere commercializzata a partire dal 2024 e dal 2025 per un Brunello Riserva. In questo periodo di affinamento, il vino deve trascorrere 2 anni obbligatoriamente in legno di rovere e 4 mesi in bottiglia (bordolese).

 

Dal punto di vista enologico il Brunello di Montalcino ha molto in comune con un altro grande vino italiano, il Barolo, anch’esso soggetto ad un lungo invecchiamento. Questi due grandi vini dell’enologia italiana non differiscono molto per quanto riguarda la composizione di base come è possibile vedere dalla tabella che riepiloga i principali parametri tecnologi (è stata di proposito scelta l’annata 2007 considerata eccezionale).

Tuttavia ci sono delle differenze dal punto di vista sensoriale, vediamo nello specifico perché.

Perché il Sangiovese si distingue dagli altri vini?

Una delle caratteristiche principali che contraddistingue il Sangiovese da altri vini rossi è il suo delicato profilo dal punto di vista dei pigmenti del colore e poiché proprio questa caratteristica è uno degli aspetti che determinano la qualità dei vini rossi,numerosi lavori scientifici si sono concentrati sul tentativo di proteggere e valorizzare il colore del Sangiovese.

Il Sangiovese non è particolarmente ricco di antocianine rispetto ad altre varietà e contiene percentuali piuttosto elevate (circa il 45% del totale) di diidrossi-pigmenti quali per esempio la cianidina 3-glucoside, la delfinidina 3-glucoside e la petunidina 3-glucoside. La concentrazione di questi pigmenti diminuisce durante la vinificazione rispetto a quella degli antociani metossilati(peonidina 3-glucoside e malvidina 3-glucoside). L’uva Sangiovese èanche povera di pigmenti acilati.

Fig. 2 : differenze sensoriali tra vini a base Nebbiolo e a base Sangiovese

Ma allora se questo vino ha queste carenze, perché è uno dei vini italiani più prestigiosi?

Il Brunello è un vino che può essere invecchiato a lungo e che migliora con il passare degli anni, con il suo periodo migliore che va da un minimo di 10 anni a oltre 30 anni, ed il punto forte è che le annate eccezionali possono essere tenute ed apprezzate per maggior tempo!

E’ uno dei vini più prestigiosi perché oltre agli antociani originari dell’uva, sia durante la vinificazione sia durante l’invecchiamento, si formano numerosi pigmenti quali ad esempio i pigmenti simili alla vitisina A o B, pigmenti simili alla pinotinaA.

 

Fig. 3: Struttura chimica dei tipici pigmenti formati durante l’invecchiamento: vitisina A (1); Vitisina B (2); Pinotina A (3); Malvidina 3-glucoside, etil-epicatechina (4), malvidina 3-glucoside-catechina

 

E quindi con parole più semplici, perché questi grandi vini invecchiati sono cosi apprezzati?

Molti vini rossi devono parte della loro qualità all’affinamento in botti di legno. Oggi c’è un grande interesse verso i vini maturati in botti di legno: i consumatori sono attratti dalle loro particolari e peculiari caratteristiche sensoriali.

In Italia, l’affinamento del vino in grandi botti di legno è un’operazione tradizionale nella produzione di alcuni vini prestigiosi poiché questa pratica modifica e stabilizza il colore del vino, modifica il suo odore e il suo sapore, riduce la sua astringenza, mentre sono favorite molte trasformazioni fisiche e chimiche che, in generale, migliorano le caratteristiche sensoriali.

 

Per far si che si possa avere una degna presentazione al grande pubblico di questi vini (ulteriore aspetto che ha contribuito ad accrescerne la fama anche a livello internazionale), ogni anno viene realizzato un evento apposito, dal nome “Benvenuto Brunello”. Il luogo in cui si svolge è ovviamente Montalcino, per la precisione nel Chiostro di Sant’Agostino. In quest’occasione si stappano alcune bottiglie risalenti alla vendemmia di 5 anni prima e vengono proclamate anche le stelle (ossia la valutazione qualitativa dell’annata in questione), il tutto alla presenza di giornalisti provenienti da ogni parte del mondo; ecco perché la fama del Brunello si è accresciuta così tanto, grazie anche a delle intelligenti operazioni di marketing come questa.

Questo vino da il suo massimo soprattutto in abbinamento con le carni rosse, parliamo in particolar modo della selvaggina da pelo e da penna. Ottimo anche se c’è un accompagnamento con formaggi stagionati e anche con sapori più delicati come quelli dei funghi e tartufi. Non si tratta di un vino da bere velocemente, anzi, molto importante è la fase di degustazione quasi come se fosse un vero vino da meditazione. Di conseguenza se ne consiglia l’apertura con un certo anticipo e di farlo decantare, servendolo poi ad una temperatura di circa 18-20 gradi, in ampi decanter di cristallo, così da favorirne l’ossigenazione e farne risaltare ancor più il sapore.

Oggi la grande distribuzione ha abbracciato il Brunello rendendolo facilmente disponibile negli store commerciali e presso i supermercati. Se, però, vi capiterà di passare dal paese di Montalcino il consiglio è quello di entrare in una delle numerose enoteche locali situate anche lungo il centro storico… un modo per poter degustare questi preziosi vini nella loro terra di origine.  Molti di questi produttori locali si sono comunque rivolti verso l’utilizzo dei moderni e-commerce, di conseguenza non avrete difficoltà a trovare siti specializzati nella vendita online di Brunello di Montalcino .

 

 

 

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