Ad aggiudicarsi il Premio nazionale Giulio Gambelli è Fabrizio Torchio, enologo e amministratore delegato del nostro gruppo di ricerca Grape s.r.l.

L’iniziativa del premio è stata promossa da IGP (I Giovani Promettenti) e da ASET (Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana), con la volontà di omaggiare ilricordo di Giulio Gambelli, premiando i giovani enologi vicini alla sua idea di vino: un prodotto che rispetta la materia prima, esprimendo a pieno sia il vitigno di provenienza che il territorio di origine, in assoluta pulizia e correttezza esecutiva.

Fabrizio Torchio collabora attivamente con l’azienda agricola Socrè di Barbaresco dal 2007, contribuendo alla selezione della materia prima, in vendemmia, e alla vinificazione delle rispettive partite di uva.

La selezione al concorso era aperta tutti gli enologi italiani under 35 con il loro vini: spumanti, rossi, bianchi e rosati.

I membri della giuria hanno decretato l’aderenza dei vini allo stile di Giulio Gambelli, per poi giudicarli in termini di punteggio (da 7 a 10 inclusi mezzi punti). Il maggior problema in questa degustazione è stata la pulizia dei vini, primo aspetto fondante del

pensiero di Giulio che non tollerava puzzette nel bicchiere. Qualcosa di rivoluzionario 40 anni fa e che oggi torna prepotentemente di moda viste le polemiche attuali.

Questo premio è diventato un potente riflettore da puntare sui giovani enologi che non sempre riescono ad emergere e a trovare spazio in cantine disposte a scommettere sul loro talento. I giovani enologi italiani partecipanti sono riusciti a far emergere, quando presenti, storia e tradizione (Barbaresco, Lessona, Bramaterra, Montalcino, Roero, Etna, Valtellina) producendo vini più semplici e diretti, che nascono davvero dal vitigno e dal territorio, senza che la visione enologica li renda simili e omologati.

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